Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da 2021
sere come questa sera sono vuote. la giornata passa come se nulla fosse, come se fosse un susseguirsi d'eventi fini a se stessi in cui ci si lascia trasportare da quel che si ha da fare. le giornate come questa si susseguono in modo feroce, come se ci fosse un auto accanimento allo stare senza decidere nulla, sentendosi nella condizione di non voler deteriminare nulla del circostante. un'attraversare luoghi vuoti lancinante che con il tempo sta lacerando anche la voglia di fare quelle cose. mangiare incuranti di quello che si mangia con il solo sentire il dovere verso se stessi di dover soddisfare quell'esigenza di darsi una continuità e starsi dietro. perché d'altronde se non ci sto io dietro a me stesso chi ci deve stare.  un continuo, una continua ripetizione che mano mano mi rende passivo verso il resto. come se ci fosse quell'esigenza di lasciarsi attraversare per non logorarsi. ma alla fine ci si logora e si diventa parte integrante di quel nulla, di quella se...

amorale

 Come se tutto fosse una ripetizione. Ri-pe-ti-zio-ne  come costante scandita dello stare    situarsi nel mondo in un'ecosistema    che ti vuole     costantemente sociale.       Come se non ci fosse un diritto        all'amarsi.  Perché amarsi?  Chiusi nell'impossibilità dell'oggi    in un dovere di voler       bene a tutti si finisce per odiare sè stessi.  Odiare il tempo dedicato a sè    come un furto al bene degli altri. Ma come si può amare  se si deve amare?    e perché non c'è       dovere        di dirsi            di pronunciare             la parola fine. e perché   trascurare    come fosse un demone il proprio odio.  senza odio non c'è amore.    Nel dovere dell'amarsi       nas...

Fatevi da parte: con voi nessun futuro per le giovani generazioni

Appena m’è comparso quest’articolo sponsorizzato nella bacheca la prima cosa che mi ha colpito è stata la fotografia utilizzata. Quella fotografia è stata scattata il 30 Ottobre 2020 a Firenze, nel bel mezzo degli scontri di piazza che hanno fatto parlare di giovani, periferie e presunte proteste anti-lockdown per giorni. Quella scritta a bomboletta era stata interpretata in un primo periodo dai mass media come il segnale dell’irriverenza di una generazione che non sa stare al mondo, viziata dai propri genitori, incapace di confrontarsi con il dramma del belpaese. Tralasciando la gestione della piazza, onere che mi sento di lasciare ai feticisti dell’ordine pubblico e del galateo delle proteste, quella scritta depurata dagli eventi di quel giorno diventa all’improvviso utile per l’Huffington Post - proprietà del gruppo GeDi e diretto da Mattia Feltri - per fare da cornice all’elogio dell’impegno del Governo Draghi nei confronti dei giovani.  La prima cosa che mi chiedo è se quei gi...